I leggendari 19″72 di Pietro Mennea

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La corsa più straordinaria nella storia dell’atletica italiana.
Un’impresa unica, indelebile ed indimenticabile.
Un record del mondo leggendario.
Il racconto in prima persona dei 19”72 che il 12 Settembre 1979 a Città del Messico consegnarono all’eternità Pietro Mennea da Barletta.

“Ecco lo sparo. Parto veloce rialzandomi in spinta perfetta.
Primi 100 metri, mi diranno poi, in 10”04 manuali, che significa 10”28 elettrici.
Un tempo eccezionale trattandosi di corsa in curva.
Controllo bene la sbandata che ne segue nel momento in cui dalla curva entro in rettilineo: i piedi e il braccio destro lavorano bene.
Uno sbandamento giustificato: saprò poi che in quel momento stavo correndo a 36,511 km/h.
Sì, non è un errore: trentasei chilometri all’ora con le mie gambe.
Mi ero concentrato soprattutto su un obiettivo: cercare di raggiungere al più presto la massima velocità di cui ero capace e mantenerla il più a lungo possibile. Ed è qui che aggiungo qualcosa di mio, fuori da ogni previsione di Vittori o personale: un finale di gara che ancora oggi ha dell’incredibile.
I secondi cento metri sono stati coperti in 9”44. Per arrivare a questo è necessario e inevitabile che nel tratto tra i 100 e i 150 metri io abbia toccato punte vicine ai quaranta chilometri orari.
Smetto di spingere praticamente solo sulla linea d’arrivo. I miei avversari sono lontani.
Mi piego su me stesso, chiudo gli occhi e ascolto…
Pochi interminabili attimi interrotti dal violento boato della folla: 19”72.”

[Estratto dal libro: La corsa non finisce mai – Pietro Mennea]

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