Gastone Nencini

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“Chi pensi di essere?
Fausto Coppi o Gino Bartali?
Come loro ne nasce uno ogni cento anni. Figuriamoci se sei te”
[Parole di Attilio Nencini a suo figlio Gastone Nencini]

🚵🏻🏆📸🔝🥇

Quando il Sig. Attilio rivolse queste parole a suo figlio non poteva sapere che quel giovane ed indomito ragazzo nato il 1 Marzo 1930 a Bilancino nel comune di Barberino di Mugello (FI) sarebbe diventato uno dei più grandi ed amati ciclisti italiani, ma aveva ragione non era ne il Campionissimo ne il grande Ginettaccio era, è stato e sarà per sempre Gastone Nencini.
Professionista dal 1953 al 1965 il “Leone del Mugello”, così soprannominato dagli appassionati italiani per il suo coraggio e la sua tenacia in corsa, ha scritto pagine indelebili della storia del ciclismo vincendo il Giro d’Italia 1957 ed il Tour de France 1960. Quando scattava in salita non ce n’era per nessuno e se non riusciva a staccare gli avversari salendo verso le vette più dure ci riusciva in discesa, affrontando come nessuno le discese più pericolose. I francesi rimasero affascinati dalla forza e dalla viscerale passione di quel ciclista fiorentino, che si comprò di nascosto la prima bicicletta con i soldi guadagnati scavando la rena dal fondo del fiume Sieve, tanto da soprannominarlo “Nuvola Gialla” e considerarlo tutt’oggi il più grande discesista di tutti i tempi.
Nel corso della 20° tappa del Tour de France 1960 il Presidente Charles de Gaulle fermò la corsa per salutare ed omaggiare il futuro vincitore rivolgendogli queste parole “Gastone Nencini, fiorentino, Parigi è ormai vostra. Lei vince il Tour perché lo ha combattuto ogni giorno. Buona fortuna per l’avvenire»
Gastone Nencini morì il 1 Febbraio 1980 a Firenze e nel giorno del 38° anniversario della sua morte vogliamo ricordare questo grande ed indimenticato sportivo italiano prendendo in prestito le parole di sua figlia Elisabetta che per introdurre una mostra dedicata a suo padre lo descrisse così:
“Divenne uno dei pochi, tra gli immortali campioni del ciclismo internazionale, ad entrare nei cuori delle persone. Privilegio a cui aspirano molti ma che, a ben guardare, è concesso a pochi”

[Poesia Sportiva✍🏻]

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