Gaetano Scirea

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“Sarà il più grande n° 6 della storia della Juve ed uno dei più grandi liberi della storia del calcio, reinterpretando il ruolo secondo le sue caratteristiche.
Riuscirà a stare in campo 147 partite di fila, senza una squalifica, senza un infortunio e vincerà tutto quello che può vincere un giocatore di club.
Dal proprio Campionato, alla propria Coppa nazionale, fino alla Coppa dei Campioni, che però per lui non sarà mai un bel ricordo, alla Coppa Intercontinentale, alla Coppa delle Coppe e alla Coppa Uefa e insieme a Zoff, Cabrini e Tardelli aggiungerà la Coppa del Mondo.
Perché come ha scritto mirabilmente Vladimiro Caminiti, ispiratissima penna siciliana di Tuttosport, non sarà mai ne offensivo ne superfluo.
Perché essendo pienamente in grado di capire da dove veniva e dove sarebbe andato, si porrà esattamente dall’altra parte del calciatore odierno, feticista di se stesso.
E perché se ne è andato senza preavviso. Ricordandoci o costringendo a ricordarci, ancora una volta, che il destino è invisibile e a far dire a Tardelli che un Uomo così avrebbe dovuto essere l’ultimo ad andarsene e invece è stato il primo”.

[Federico Buffa racconta Gaetano Scirea]

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